Lievito Pizza & Birra: ora anche a Roma Fleming

Ad un anno dall’apertura in Prati, in via Andrea Doria, Lievito – Pizza & birra raddoppia con un nuovo locale in zona Fleming. Segno che la formula è risultata vincente, e non si fa fatica a capire il perché. La ristrutturazione firmata da Matteo Parenti ha dato nuova vita e calore a un locale dalle grandi potenzialità dove, fino a qualche mese fa, si trovava 28 Birreria Gastronomica. La pizzeria si trova a ridosso di Corso Francia e si sviluppa su due piani (oltre 300 coperti), con un elegante spazio verandato e un ampio giardino esterno (con un secondo forno a legna!).

Lo spazio dedicato al forno ci riporta alle tradizionali pizzerie romane, grazie all’uso del marmo, che ritroviamo sui tavoli. Nelle due sale lo stile è elegante e informale allo stesso tempo con un bel gioco di luci e un sapiente utilizzo dei materiali. La piacevole sorpresa è quella di ritrovarsi a mangiare un’ottima pizza (a prezzi più che onesti) in un locale decisamente più ricercato rispetto ai classici format che si vedono solitamente nelle pizzerie romane.

Protagonista del progetto è naturalmente la pizza che, come per il locale di Prati, vanta la consulenza di Stefano Callegari: ritroviamo dunque il suo impasto con lievitazione lunga (circa 26 ore) con una idratazione che si aggira intorno al 60%. I topping sono quelli inconfondibili cui ci ha abituato il re del Trapizzino: accanto alle classiche, dunque, spiccano i suo cult: la cacio e pepe (per la quale ho sviluppato una personale dipendenza), la carbonara, la tortellino (con brodo di carne, noce moscata, parmigiano reggiano dop, mortadella igp Bologna e prosciutto crudo di Parma), e tutte le pizze speciali che, di volta in volta, la creatività golosa di Callegari riesce a “sfornare”. Fra le new entry del momento, da segnalare la Bud Spencer con pomodoro, salsiccia e crema di fagioli all’uccelletto.

Ad accompagnare le pizze,  ci sono i fritti, realizzati a regola d’arte, anche questi in stile Callegari, asciutti e con panatura croccante (grazie al pangrattato autoprodotto) . Si spazia dai classici della tradizione romana (supplì, filetto di baccalà) fino alle variazioni stagionali del supplì, per arrivare alla mozzarella in carrozza piccante con nduja calabrese.  Da provare anche le bruschette: pane fatto in casa alto e croccante, arricchito dai tipici condimenti della tradizione romana (un omaggio piuttosto evidente al Trapizzino): dall’immancabile pollo alla cacciatora, alla trippa, passando per la coda alla vaccinare e il pollo con i peperoni. Non mancano poi alcuni fuori menù alternativi alla pizza, sempre fortemente connotati dalla romanità: quindi puntarelle, cicoria, ma anche alcuni secondi piatti.

Sul versante birra, come nel locale di Prati, rimane salda la collaborazione con Birra del Borgo, cui si aggiunge il marchio Caulier/Toccalmatto per un totale di otto diverse proposte alla spina.
Forni accesi da mercoledì 27 febbraio.

Lievito Fleming
Via Flaminia, 525 (angolo Corso Francia) – Roma.
Tel. +39 3425280551

“Un uomo può essere un determinista pessimista prima di pranzo e un credente che confida nel libero arbitrio subito dopo”. – Aldous Huxley

ENGLISH VERSION

Lievito Pizza & Birra after Prati, now opens in Roma Fleming
One year after opening in Prati, in via Andrea Doria, Lievito – Pizza & birra doubles with a new restaurant in the Fleming area. This establishes the success of the formula, and it is not hard to understand why. The renovation signed by Matteo Parenti has given new life and warmth to a place with great potential where, up to a few months ago, there was the “28 Birreria Gastronomica”. The pizzeria is located close to Corso Francia and is spread over two floors (over 300 seats), with an elegant veranda and a large outdoor garden (with a second wood-fired oven!). The space dedicated to the oven takes us back to traditional Roman pizzerias, thanks to the use of the marble of which the tables are made. The two rooms are elegant and informal at the same time with a beautiful lighting and a wise use of materials. The pleasant surprise is to find yourself eating a good pizza (at prices more than fair) in a much more refined local than the classic formats that are usually seen in Roman pizzerias. Protagonist of this project is naturally the pizza that, as for the pizzeria in the Prati district, boasts the advice of Stefano Callegari: therefore we find his dough with long leavening (about 26 hours) with a hydration that is around 60%. The toppings are the unmistakable ones that the king of Trapizzino has accustomed us to: along with the classics stands out his cult: the cheese and pepper (for which I developed a personal addiction), the carbonara, the tortellino (with meat broth , nutmeg, parmigiano reggiano dop, mortadella igp Bologna and Parma ham), and all the special pizzas that, from time to time, the Callegari’s delicious creativity manages to “churn out”. Among the new entries we must mention the Bud Spencer with tomato, sausage and fagioli all’uccelletto cream. Along with the pizzas we can find Callegari’s fries made to perfection: dry and crispy (thanks to self-produced breadcrumbs). It ranges from the classic Roman tradition (supplì, fried baccalà) up to seasonal variations for the supplì, to the spicy mozzarella in carrozza made with Calabrian nduja. Worth also to mention the bruschette: home-made bread crunchy and high, enriched with the traditional Roman condiments (a rather obvious tribute to Trapizzino): from: pollo alla cacciatora to the trippa, through the coda alla vaccinara and chicken with peppers. There are also some off-the-menu which give alternatives to pizza, always strongly characterized by roman tradition: puntarelle, chicory, but also main or second courses. On the “beer side”, as in the premises in the Prati district, the collaboration with Birra del Borgo remains firm, with the addition of the Cualier / Toccalmatto brand for a total of eight different draft beers proposals.
Furnaces lit from Wednesday, February 28th.

“A man may be a pessimistic determinist before lunch and an optimistic believer in the will’s freedom after it.” – Aldous Huxley

English version by Francesco Fedele

 

 

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