Vi racconto una “Cena dell’altro mondo”

Una porta rossa laccata. Nessuna insegna, né vetrate che lascino intuire cosa si cela all’interno. Questo il biglietto da visita del ristorante 1978. Suoniamo il campanello, varchiamo la porta in stile british: davanti a noi una bella sala, intima. Sette tavoli in legno con poltroncine, i soffitti in pietra, la cucina a vista in cui si destreggia lo Chef con la sua brigata. Ed ecco che si svela da subito uno dei pregi di questo locale, che da pochi mesi anima il quartiere Trieste a Roma: la capacità di risultare esclusivo e familiare allo stesso tempo. La cura per il dettaglio è evidente in molti particolari, dall’arredamento all’allestimento della tavola, fino alla scelta del personale di sala.

Siamo qui per una cena a quattro mani in cui il Resident Chef Eros Bruno duetterà in cucina con Graziano Caccioppoli del Maxi (1 stella Michelin) di Vico Equense. Seconda tappa del progetto “Cene dell’altro mondo”, pensata come un viaggio in cui due Chef dialogano attraverso i loro piatti, offrendo agli ospiti un percorso di degustazione volto a valorizzare le materie prime. Con Bruno e Caccioppoli si incontrano anche due realtà regionali: Piemonte e Campania. Aprendo il menù pensato per la serata si scopre subito che protagonista è il mare. La curiosità cresce.

Iniziamo con gli appetizer della casa, pensati ad hoc per l’occasione dal Resident Chef: la Crema di Barbabietola, yogurt trota fumè, lo Scampo crudo, olio alla vaniglia, peperone dolce e la Polpetta, fegatelli, cuore di fonduta al pecorino. Un tris interessante che solletica il palato al punto giusto e introduce ottimamente la portata successiva. Le Tagliatelle di seppie e iodio di Caccioppoli colpiscono immediatamente alla vista: il piatto si presenta elegante e complesso allo stesso tempo con una predominanza di bianco, che trasmette subito una sensazione di freschezza. Eleganza e complessità ritornano anche al momento dell’assaggio: i sapori restano ben distinti e, nella prova con il cucchiaio, in cui raccogliamo ogni elemento presente sul piatto, il gusto esplode senza eccessi, in modo equilibrato e piacevole.

Tra le proposte di Bruno, convince il baccalà con crema di piselli e pioppini: cotto alla perfezione con un giusto bilanciamento di sapori. Fra i piatti di Caccioppoli non si può non menzionare la pasta mista in zuppa di molluschi e crostacei, piatto appagante che richiama la tradizione campana.

Baccalà, piselli, pioppini – Chef Eros Bruno

Pasta mista in zuppa di molluschi e crostacei – Chef Graziano Caccioppoli

Un commento a parte va infine riservato al dessert ideato dallo Chef setllato di Vico Equense: Caco , marroni e tartufo. Ricorda come concept il piatto presentato come antipasto: raffinato nella presentazione, la sua apparente complessità si appiana sul palato, dove ogni sapore trova il suo equilibrio, in un mix riuscitissimo. Non manca l’effetto sorpresa con la sfera croccante di cioccolato bianco da rompere con il cucchiaino e dalla quale fuoriesce il cachi.

Nel complesso la cena si è rivelata un’esperienza interessante, grazie anche all’abbinamento con i vini della Cantina Artico, sapientemente introdotti da Federico Artico, giovane capace e appassionato. I mondi dei due Chef, pur nelle loro diversità, hanno dialogato armoniosamente nel corso della cena costruendo un percorso piacevole e ben strutturato. Resta la curiosità di assaggiare altre proposte del Resident Chef Eros Bruno che per il 1978 ha elaborato una menù che si prospetta come molto interessante.
Prossimo appuntamento con le “Cene dell’altro mondo” venerdì 9 novembre con lo chef Pietro Volontè dell’Althoff Hotel Villa Belrose a Saint-Tropez.

“Una ricetta non ha anima. È il cuoco che deve infondere anima nella ricetta”. – Thomas Keller

Ristorante 1978
Via Zara 27 – 00198 Roma
Infoline + 39 06 69 33 57 43
Dal mercoledì al sabato dalle 19.30 alle 23.30

ENGLISH VERSION

I’ll tell you a “Dinner of the next world”
A lacquered red door. No signboards, no windows to let you know what is hidden inside. This is the 1978 restaurant business card. We ring the bell, we cross the British fashioned door and enter in a beautiful, intimate room. Seven wooden tables with armchairs, stone ceilings, the open kitchen in which the Chef juggles with his brigade. And here it is immediately revealed one of the merits of this place, which since a few months animates the district of Porta Pia in Rome: the ability to be exclusive and familiar at the same time. The attention to detail is evident, from the furniture to the preparation of the table, up to the choice of the room staff. We are here for a four-handed dinner in which Resident Chef Eros Bruno will cook along with Graziano Caccioppoli of the Maxi (1 Michelin star) of Vico Equense. Second stage of the project “Dinners of the other world”, designed as a journey in which two chefs comunicate through their dishes, offering guests a tasting path aimed at enhancing raw materials. With Bruno and Caccioppoli also two regional realities: Piedmont and Campania. As we look up in the menu designed for the evening, we immediately find that the sea is the protagonist. Curiosity is on the rise. Let’s start with the appetizers of the house, specifically designed for the occasion by the Resident Chef: Beetroot and yoghurt Cream with smoked trout; raw Scampo with vanilla oil and sweet pepper; fegatelli meatball with pecorino cheese heart fondue. An interesting trio that optimally tickles the palate and introduces to the next course. Cappioppoli’s Tagliatelle di seppie e iodio immediately affect the sight: the dish is elegant and complex at the same time with a predominance of white, which immediately conveys a feeling of freshness. Elegance and complexity are also evident at taste: the flavors remain distinct and, as we gather all the ingredients on he plate with the spoon, the taste explodes without excess, in a balanced and pleasant way. Among the dishes by Bruno, cod with cream of peas and pioppini is convincing: cooked to perfection with a right balance of flavors. Among the dishes by Caccioppoli one can not fail to mention the mixed pasta in mollusc and shellfish soup, a satisfying dish that recalls the Campania region traditions. A mention of its own is finally reserved for the dessert created by the starred Chef from Vico Equense: persimmon, marroni and truffle. This dessert, as a concept, recalls the dish presented as an appetizer: refined in presentation, its apparent complexity is smoothed on the palate, where every flavor finds its balance, in a very successful mix. There is not lack of surprise effect with the crispy sphere of white chocolate to break with the teaspoon and from which the persimmon comes out. Overall, the dinner turned out to be an interesting experience, thanks also to the combination with the wines by Artico Winery, wisely introduced by Federico Artico, a young and capable person. Despite their differences, the worlds of the two Chefs have harmoniously dialogued during the course of the dinner building a pleasant and well-structured path. There remains the curiosity to taste other proposals by Resident Chef Eros Bruno who has elaborated a menu for 1978 that seems to be very interesting. Next meeting with the “Dinners of the next World” on Friday 9 November with chef Pietro Volontè from Althoff Hotel Villa Belrose in Saint-Tropez.

“ A recipe has no soul. You, as the cook, must bring soul to the recipe” – Thomas Keller

English version by Francesco Fedele

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: