Blind Pig a Roma: cocktail, focacce gourmet e l’atmosfera giusta…

“Blind Pig”: un nome che sa di proibizionismo, di vociare allegro e tintinnìo di bicchieri. Il nome giusto per il locale che, da poche settimane, anima il quartiere San Giovanni a Roma. Varcando il bel portone in stile londinese all’angolo di via La Spezia, il Blind Pig svela immediatamente la sua identità: all’entrata ci accoglie il bancone, scintillante di bottiglie e bicchieri, alle sue spalle, una parete di piastrelle verdi. Allarghiamo lo sguardo: divanetti, bei lampadari, sgabelli e sedie in legno. Si capisce dal primo colpo d’occhio in che tipo di locale ci troviamo: elegante ma non “fighetto”. Una sfumatura che, per quanto mi riguarda, sancisce la differenza fra un posto in cui vado una volta e un locale in cui ritorno volentieri.

Blind Pig si colloca senza dubbio in questa seconda categoria. Perché è accogliente, e vi si respira un’atmosfera rilassata, di quelle che invitano a ordinare sempre un secondo drink. Il personale in sala è gentile e preparato. Dietro questo bel progetto, nato da poco a Roma, c’è Marco Pucciotti, giovane imprenditore che nella Capitale ha ormai ben più di un locale (Sbanco, Santo Palato, Epiro, Barley Wine, e il recentissimo Umami, tanto per citarne alcuni). Mattia Ria e Egidio Fidanza sono i bartenders che animano uno dei fulcri di questo posto: il bancone, dove si destreggiano con passione e grande maestria. Che il bere miscelato, al Blind Pig, sia una faccenda seria, lo si intuisce già dalla carta, in cui i cocktail proposti non hanno solo un nome (spesso originale ed evocativo), ma anche un disegno che illustra i distillati presenti, le percentuali in cui vengono utilizzati, e il bicchiere in cui sarà servito il cocktail. In carta c’è spazio anche per le bollicine della champagneria Remigio, craft beer e vini al calice.

Il bere miscelato è uno dei grandi protagonisti di Blind Pig, ma non l’unico: ad accompagnarlo, ci sono le focacce gourmet: impasto di Stefano Callegari, topping creati dallo staff di Epiro. Un’accoppiata che non tradisce: la croccantezza dell’impasto ben si sposa con i condimenti: golosi, abbondanti, in cui la scelta degli ingredienti (e dei fornitori) fa la differenza. Le focacce sono servite a spicchi, a favorirne la condivisione, da mangiare rigorosamente con le mani: e sfido chiunque a non leccarsi le dita, dopo aver assaggiato “L’uomo che fissa le capre” (con erborinato di capra, radicchio, pere al vino e nocciole).

Degni di nota anche gli sfizi, o meglio i “frontesfizi”, tra cui alcune chicche come gli irresistibili pork korn, una cotenna di maiale fritta croccantissima e gustosa: una tira l’altra. Poi ancora la frittatina di pasta, o il crostino culo e camicia, con pane di Bonci, uovo in camicia e culatello. Insomma, davvero non c’è che da scegliere come appagare il proprio palato.

Blind Pig
Via La Spezia, 72 – 00182 Roma

“Non ci può essere una bella vita dove non c’è buon bere”. – Benjamin Franklin

ENGLISH VERSION
Blind Pig in Rome: cocktails, gourmet focaccias and the right atmosphere …

“Blind Pig”: a name that smacks of prohibitionism, of cheerful voices and clinking of glasses. The right name for the restaurant that has started animating the San Giovanni neighborhood in Rome since its first opening a few weeks ago. Crossing the beautiful London-style door at the corner of Via La Spezia, the Blind Pig immediately reveals its identity: at the entrance there is a counter, sparkling with bottles and glasses, behind it, a wall of green tiles. As we widen our gaze: sofas, beautiful chandeliers, stools and wooden chairs. We understand at first glance what kind of place we are in: elegant but not posh. A nuance that, as far as I’m concerned, establishes the difference between a place I go to once and a place where I willingly return. Blind Pig is undoubtedly in this second category. Because it is cozy, and there is a relaxed atmosphere, of those that invite you to order a second drink. The staff in the room is kind and prepared. Behind this beautiful project, born recently in Rome, there is Marco Pucciotti, a young entrepreneur who now has more than a local in the capital (Sbanco, Santo Palato, Epiro, Barley Wine, and the new Umami, just to name a few). Mattia Ria and Egidio Fidanza are the bartenders who animate one of the hearts of this place: the counter, where they juggle with passion and great skill. Mixology, at Blind Pig, is a serious thing, you can already guess it from the menu, in which the proposed cocktails have not only a name (often original and evocative), but also a drawing that illustrates the distillates in them, the percentages in which they are used, and the glass in which the cocktail will be served. In the menu there is also space for the bubbles by the Remigio champagneria, craft brews and wines by the glass. Cocktails are one of the great protagonists of the Blind Pig, but they are not the only one: there are gourmet focaccias: dough by Stefano Callegari, toppings created by Epiro’s staff. A pair that does not fail: the crunchiness of the dough goes well with the toppings: greedy and abundant, in which the choice of the ingredients (and suppliers) makes the difference. The focaccias are served in slices, this encourages sharing and eating strictly with the hands: and I challenge anyone not to lick their fingers, after tasting “The man who fixes goats” (with “erborinato di capra” goat cheese, radicchio, wined pears and hazelnuts). Noteworthy are the whims, or rather the “frontesfizi”, including some goodies like the irresistible pork korn, a crispy and tasty fried pork rind: one leads to another. Then again the “frittadina di pasta”, or the crouton culo e camicia” (ass and shirt), with Bonci bread, poached egg and culatello. In short, you only to choose how to satisfy your palate.

“There cannot be good living where there is not good drinking”– Benjamin Franklin
English version by Francesco Fedele

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