Trapizzino: a piazza Trilussa c’è più gusto!

Ho amato il Trapizzino sin dal primo assaggio. Croccante, gustoso, ai limiti del lascivo con il condimento sempre abbondante che straborda dal triangolo di pizza e quasi costringe alla voracità più primordiale. Tra gli street food della Capitale è senza dubbio uno dei miei preferiti, un’idea geniale in cui Stefano Callegari ha intuito le molteplici potenzialità che si celavano dietro al felice incontro fra la pizza e la tradizione romana. Un cibo di strada dal gusto pieno ed estremente riconoscibile cui Callegari ha associato un format smart ed economico che lo rende irresistibilmente pop.

Il successo del triangolo di pizza farcito è confermato dalle numerose aperture che si sono succedute nel corso degli anni: non solo a Roma (a Testaccio e poi a Ponte Milvio e al Mercato Centrale), ma anche a Firenze, Trevignano, Ladispoli, Fregene, fino ad arrivare oltreoceano, a New York, Tokyo, Melburne. L’ultima casa del Trapizzino si trova in un luogo simbolo della Capitale, in piazza Trilussa. Aperto ormai da diversi mesi, ho avuto occasione di visitarlo solo qualche settimana fa.

In una domenica un po’ grigia in cui mi trovavo a passeggiare per Trastevere, ho deciso di fare una pausa golosa e sono entrata. All’entrata, un bel bancone ben fornito; in fondo, il banco a vista, con i famosi condimenti romani con cui farcire il Trapizzino. Gli archi in pietra e le travi in legno restituiscono al locale un’atmosfera familiare e verace. La vera novità è la sala dove ci si può accomodare per gustare i Trapizzini, seduti ai banconi di legno o ai tavolini.

Mi accomodo, e come al solito mi assale l’indecisione sul condimento da scegliere per il mio Trapizzino (la mia gola vorrebbe assaggiarli tutti!), intanto mi guardo intorno: la sala è piena i ragazzi dello staff sorridenti e professionali. In sottofondo le canzoni romanesche. Sono a Trastevere, nella mia bella Roma, sto mangiando un gustosissimo Trapizzino alla picchiapò.

Mi sento bene, a casa. Accanto a me, una tavolata di ragazzi inizia a cantare le canzoni in sottofondo. Niente di più naturale. In alto i calici. Si brinda e si canta in onore di questa città piaciona e seducente. Anche questa è la magia di un locale giusto, in cui, con estrema naturalezza, tutto torna: il cibo, il vino, la gente, l’atmosfera.

“Se me frulla un pensiero che me scoccia
me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino:
poi me la canto e seguito er cammino
cor destino in saccoccia”.
Trilussa

ENGLISH VERSION

Trapizzino: at Piazza Trilussa is more tasty

Trapizzino: it’s been love at first bite. Crunchy, tasty, almost lascivious with its always abundant dressing transhipping out of this pizza triangle that almost compels you to the most primal voracity. Trapizzino is my favourite roman street food, a simple and brilliant idea by Stefano Callegari who sensed the several possibilities behind this great encounter between pizza and roman tradition. A street food with a full and extremely recognizable flavor, to which Callegari has associated a smart and affordable format that makes it irresistibly pop. The success of the stuffed pizza triangle is confirmed by the numerous openings that have occurred over the years in Rome ( Testaccio, Ponte Milvio and Mercato Centrale), in Florence, Trevignano, Ladispoli, Fregene to open overseas, in New York, Tokyo and Melbourne. The last Trapizzino hut is located in a symbolic place of the capital: Piazza Trilussa. Open now for several months, I had the chance to visit it only a few weeks ago. It was a gray Sunday and I was walking through Trastevere when I decided to take a gourmet break and entered to taste it. A nice well-stocked counter at the entrance of the shop and the display counter, with the famous Roman condiments to fill the Trapizzino with, at the bottom. The stone arches give the room a familiar and true atmosphere. The real novelty is the room where you can sit to enjoy the Trapizzini, sitting on wooden counters or at the tables. I take a seat, and as usual, I can’t decide about the condiment to choose for my Trapizzino ( I would like to try all of them). Meanwhile, I take a look around: the room is full with customers. The staff is smiling and professional. Roman folk songs played in the background. I’m in Trastevere, in my beautiful Rome, I’m having a delicious “Trapizzino alla picchiapò”. I feel good, at home. Near me, a table of guys begin to sing the songs in the background. Nothing more natural. We raise the glasses and sing in honor of this flirty and seductive city. This is also the magic of a right place, where everything comes with extreme simplicity: food, wine, people, and it all shape the mood of the place.

“If a thought twists and hassles me
I stop and I call for help some wine to drink
then I sing to myself and keep strolling on
With my fate in my pocket I keep going on”

English version by Francesco Fedele

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