Kimchi: la tradizione coreana in un piatto… che ho provato a cucinare!

All’inizio fu il boom della cucina cinese. Erano gli anni Ottanta e un po’ tutti, chi prima chi dopo, siamo stati presi dalla “febbre gialla” che ci ha portato a destreggiarci, con dissimulata naturalezza, fra bacchette e vassoio girevoli gustando involtini primavera e riso alla cantonese. Fu poi la volta della cucina giapponese, inizialmente avvolta da un’aurea di snobismo, presto diventata molto popolare anche in Italia, fino a raggiungere i banconi dei supermercati e veder spopolare le formule “all you can eat”.

Da qualche anno si sta facendo strada la cucina coreana. La curiosità è cresciuta anche in Italia, e il nostro Paese sta dimostrando di apprezzarla sempre di più, complici anche le proprietà salutistiche che caratterizzano molti dei suoi piatti. Devo ammettere che non sono una grande conoscitrice di questa cucina, per cui quando si è presentata l’occasione di partecipare a una cooking class, mi sono lanciata piena di entusiasmo e curiosità. A organizzare la lezione, l’Istituto culturale coreano di Roma – il più grande in Europa – che, attraverso diverse iniziative, si occupa proprio di rafforzare i rapporti e la cooperazione tra la Corea e l’Italia. L’Istituto si trova all’interno di una palazzina in stile liberty in via Nomentana, ed è un luogo davvero accogliente che vi consiglio di visitare, anche perché ospita attività e eventi molto interessanti.

Durante la nostra lezione di cucina, tenuta dalla chef Sunyoung Koo, ci siamo cimentate nella preparazione della Gamza Pizza con Geotjeori, un piatto legato alla tradizione di Gangwon fatto con patate e kimchi, che abbiamo poi personalizzato con ingredienti tipicamente italiani, come il prosciutto, il parmigiano e la rucola. Un piatto accattivante e tutto sommato veloce da preparare, che per noi italiani si presenta anche come piuttosto originale.

 

La parte più interessante della lezione è stata però quella dedicata alla preparazione del Kimchi, cibo tipico della Corea divenuto celebre in tutto il mondo per le sue innumerevoli proprietà salutistiche. Il kimchi è una preparazione a base di cavolo cinese fermentato condito con pasta di soia coreana (Dwenjang), concentrato liquido di pesce (Akjeot) polvere di peperoncino coreano (Gociugaru) e aglio. Le varianti sono molteplici e si possono aggiungere diversi ingredienti e spezie.

Come ci ha raccontato Sunyoung Koo, si tratta di una preparazione che non manca mai nelle case dei coreani: viene utilizzato in ogni pasto (anche a colazione!), mangiato da solo o impiegato per arricchire o insaporire altre preparazioni. La ricetta del kimchi richiede cura e tempo, e maggiori sono i tempi di fermentazioni, migliore è il risultato finale.

Di sicuro, per noi occidentali, non è un piatto di immediata piacevolezza, ma stupisce sin dal primo assaggio per la completezza di gusto che riesce a lasciare sul palato, nonostante gli accenti estremamente “strong” dati dal peperoncino e dalle spezie. Chiunque lo abbia provato più volte mi ha assicurato che è un piatto che si apprezza assaggio dopo assaggio. Mi riprometto di approfondire il mio rapporto con il Kimchi e la cucina coreana per confermarvelo. Stay tuned.

“Anche la Montagna di Diamante si apprezza dopo mangiato” – Proverbio coreano

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