Al Mirabelle i piatti di Stefano Marzetti strizzano l’occhio alla Capitale

Il mio primo incontro con Stefano Marzetti è avvenuto giusto qualche mese fa, durante il Taste of Roma. Lì ho assaggiato il suo Pomo d’oro, una ricetta che mi ha intrigato sin dalla presentazione. Un pomodoro presentato nella sua interezza, perfetto ed elegante, con all’interno una sorpresa di gusto. Così, uno degli ingredienti simbolo della cucina mediterranea, diventa un piatto gourmet: l’olio si trasforma in caviale, il rosso del pomodoro si tinge, appunto, d’oro. Semplice e sorprendente.


Dopo l’assaggio al Taste ho deciso di provare la cucina di Marzetti in casa sua, al Mirabelle Hotel Splendide Royal. Qui Marzetti è arrivato quasi dieci anni fa, dopo numerose esperienze presso importanti ristoranti e alberghi della Capitale, affiancando inizialmente lo chef Giuseppe Sestito, per poi prendere il suo posto nel ruolo di Executive.
L’esperienza al Mirabelle inizia già nel momento in cui si varca la porta girevole del lussuoso hotel. Arrivati al settimo piano, non si può non rimanere incantati: siamo in una delle terrazze più suggestive della Capitale. Roma è letteralmente ai nostri piedi: si lascia ammirare e ogni tanto sembra quasi ammiccare ruffiana.

Mangiare qui non è come mangiare in un qualsiasi altro posto e questo è chiarissimo anche allo Chef che nelle sue proposte sembra strizzare l’occhio alla città, la sua Roma, con piatti elegantissimi che talvolta stupiscono per accenti gustativi inaspettati.
“Suggestioni”, così si chiama il menu degustazione, che propone un percorso interessante, a tratti intrigante, sempre coerente. Le materie prime con la loro stagionalità sono le protagoniste: grazie a loro, e alla maestrìa con le quali Marzetti le utilizza, facciamo un viaggio nei colori e nei sapori dell’autunno senza mai dimenticarci di trovarci proprio qui, a Roma. L’impatto estetico dei piatti è sempre molto forte, con begli abbinamenti cromatici.

Fra i piatti che più mi hanno colpito, il rocher alla milanese, con un gioco di consistenze davvero interessante, e poi la vellutata di fagiolina di Arsoli, caciocavallo podolico e cicorietta. Un piatto originale nella sua semplicità: morbido e confortante, stupisce il palato quando il cucchiaio raccoglie nel suo passaggio il formaggio e la cicoria.

Infine, ho molto apprezzato la presa iberica con verza e cipolle abbrustolite, patate viola piccanti, salsa di soia e Katsuobushi (un ingrediente della cucina giapponese ottenuto da tonnetto striato che subisce un lungo processo di essiccatura, affumicatura e fermentazione). Un piatto di carattere, gustoso ed appagante, che mi ha conquistato anche dal punto di vista visivo, con la sua predominanza del colore viola.

Ecco le altre proposte del menu degustazione:

Rocher alla milanese

Foie gras, fichi, miele e mandorle

Gnocchi di zucca mantovana, taleggio, mandorle tostate e aceto balsamico tradizionale 12 anni

Piccione al whisky torbato, banana brulée e bacche di cacao

Sui dolci, che sono la mia passione, forse mi è mancato quell’estro che ho trovato nel resto del menu. Buoni e ben fatti (il mont blanc eccezionale!) ma senza quel pizzico di originalità che forse mi aspettavo a chiusura di questa esperienza. Vorrà dire che tornerò per provarne altri. Adoro ricredermi!

 

“Il pomodoro, astro della terra, stella ricorrente e feconda, ci mostra le sue circonvoluzioni, i suoi canali, l’insigne pienezza e l’abbondanza senza ossa, senza corazza, senza squame né spine” – Pablo Neruda

ENGLISH VERSION

At Mirabelle: Stefano Marzetti’s recipes wink the eye to the Capital

My first meeting with Stefano Marzetti happened just a few months ago during the event “Taste of Rome”. There I tasted his Pomo D’Oro ( Golden Pomo), a recipe that intrigued me from the start. A tomato presented in its entirety, perfect and elegant, with inside a surprise of taste. So, one of the maini ingredients of the Mediterranean cuisine becomes a gourmet dish: olive oil turns into caviar, the red of the tomato becomes, in fact, golden. Simple and surprising. After tasting at “Taste of Rome” I decided to try Marzetti’s cooking at his place: the Mirabelle Hotel Splendide Royal. Here Marzetti arrived nearly ten years ago, after many experiences at major restaurants and hotels in Romme, initially along with chef Giuseppe Sestito, then taking his place as Executive. Experience at Mirabelle starts as soon as the revolving door of this luxurious hotel opens. Once you get to the seventh floor, you can not be enchanted: we are in one of the most fascinating terraces in the Capital. Rome is literally at our feet: let’s itself be admired and every now and then seems like winking to charm you. Eating here is not like eating anywhere else and this is also quite clear to the Chef who in his proposals seems to wink the eye to the city, his Rome, with elegant dishes that sometimes amaze for their unexpected taste and accents. “Suggestions” is called the tasting menu, which offers an interesting, sometimes intriguing and always consistent path. The raw materials with their seasonality are the protagonists: thanks to them, and to the skilled use with which Marzetti uses them, we enjoy a journey trough the colors and flavors of autumn without ever forgetting that we’re always here in Rome. The aesthetic impact of the dishes is always very strong, with nice color combinations. Among the dishes that struck me most, the “rocher alla milanese”, with a very interesting alternance of consistencies, and then the “vellutata di fagiolina di Arsoli, caciocavallo podolico e chicory”. Finally, I really enjoyed the “Presa iberica” a peculiar cut of a specific pork with roasted onions and savoy, spicy purple potatoes, soy sauce and Katsuobushi (an ingredient in Japanese cuisine obtained from striated tuna which undergoes a long drying, smoke and fermentation process).A tasty and fulfilling dish whit a strong character, which has conquered me also because of its appearance with its predominance of purple color. Sweets, which are my passion, failed a little in surprising me. They were good and well done ( exceptional mont blanc!) But missed that pinch of originality that I might have expected to close this experience with. Well, that only means that I will come back and try others. I adore to change my opinion!

“The tomato,star of earth, recurrent and fertile star,displays its convolutions, its canals, its remarkable amplitude and abundance,no pit,no husk,no leaves or thorns” – Pablo Neruda

English version by Francesco Fedele

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