Fettuccine all’Alfredo: la semplicità che sorprende

Lo confesso: sono andata a provare le famose fettuccine all’Alfredo munita di quella vaga spocchia di chi le fettuccine fatte a mano le mangia ogni domenica da che ne ha memoria. Da sempre in casa mia la pasta all’uovo è una tradizione che si trasmette di madre in figlia, capace di riunire ogni domenica intorno a un tavolo l’intera famiglia. E in queste occasioni le fettuccine sono la pasta per eccellenza, quelle che mettono d’accordo tutti. Naturalmente condite con abbondante sugo, meglio se di carne.
Viene da sé che, con queste premesse, sentir parlare di fettuccine condite semplicemente con del burro e parmigiano, per me suonava un po’ come un’eresia.

 

Con questo spirito sono arrivata da Alfredo alla Scrofa, locale storico in pieno centro a Roma. È qui che sarebbero nate le famose fettuccine, create dal cuoco per far tornare l’appetito alla moglie incinta e inappetente. Il piatto non soltanto riuscì nell’intento, ma divenne un vero e proprio cavallo di battaglia del locale. Quando poi capitarono nel ristorante due celebri attori americani del cinema muto, Mary Pickford e Douglas Fairbanks, la fama di Alfredo arrivò anche oltreoceano. I due, infatti, conquistati dalla ricetta, la resero famosa anche negli ambienti del cinema americano. Con il curioso risultato che oggi le fettuccine all’Alfredo sono più famose negli Stati Uniti che non in Italia.


La storia del piatto è intrigante e ricca di fascino, e questo non guasta, ma le fettuccine come sono?
Dirò subito che un ruolo importante lo svolge la presentazione del piatto: i camerieri arrivano con vassoi fumanti e iniziano un’elegante danza con cucchiaio e forchetta per mantecare la pasta che volteggia sotto i nostri occhi, sortendo il magico effetto dell’“acquolina in bocca”. Dopo questo rituale, arriva il momento della verità: finalmente assaggio le fettuccine all’Alfredo. E mi sorprendono. La pasta è piuttosto liscia e anche se normalmente la preferisco più porosa, la trovo perfetta per questo tipo di condimento. Una crema morbida che nasce dall’incontro di due ingredienti semplicissimi che, vista la loro ottima qualità (il burro è quello di Beppino Occelli, per intenderci)  riescono a dare comunque sprint al piatto.
Insomma, anche se non lo dirò mai a mia nonna, le fettuccine all’Alfredo erano veramente buone.

Alfredo alla Scrofa
Via della Scrofa, 104/a, Roma.
Tel. 06.68806163

“È una storia d’amore la cucina. Bisogna innamorarsi dei prodotti e poi delle persone che li cucinano”. – Alain Ducasse

ENGLISH VERSION

I confess: I went to try the famous Fettuccine Alfredo  provided with that vague arrogance of who the handmade fettuccine eats every Sunday from who has memory. Always in my house fresh pasta is a tradition handed down from mother to daughter, able to gather every Sunday around the table the whole family. And on these occasions the noodles are pasta for excellence, those who put all agree. Of course, seasoned with plenty of sauce, preferably meat.
It is obvious that, on that basis, to hear about fettuccine simply seasoned with butter and Parmigiano cheese, for me it sounded a bit ‘as a heresy.
In this spirit I arrived by Alfredo alla Scrofa, local historian in the center of Rome. It is here that would be born the famous fettuccine, created by the cook to bring back the appetite to his pregnant wife and a poor appetite. The plate not only succeeded with his plan, but became most famous dish of the restaurant. Then, when they happened in the restaurant two famous American actors of silent movies, Mary Pickford and Douglas Fairbanks, the reputation of Alfredo arrived overseas. The two, in fact, won over by the recipe, also made famous in the American cinema environments. With the curious result that today the Fettuccine Alfredo are more famous in the United States than in Italy.
The history of the dish is intriguing and fascinating, and this does not hurt, but the noodles as they are?
I will say right away that an important role is played by the presentation of the dish: the waiters arrive with steaming trays and begin an elegant dance with spoon and fork to stir the pasta that circles under our eyes, making drool. After this ritual, comes the moment of truth finally taste the fettuccine all’Alfredo. And they surprise me. The dough is rather smooth and even if normally prefer the more porous, I find it perfect for this type of dressing. A soft cream that was born from two simple ingredients that, because of their excellent quality (the butter is to Occelli, for instance) can still give sprint to the plate. In short, although we’ll never tell my grandmother, the Fettuccine Alfredo were really good.

Alfredo alla Scrofa
Via della Scrofa, 104/a, Roma.
Tel. 06.68806163

“It ‘a story of love the kitchen. You have to fall in love with the product and then the people who cook them”. – Alain Ducasse

2 commenti

  1. Ines Di Lelio · ·

    STORIA DI ALFREDO DI LELIO, CREATORE NEL 1908 NELLA SUA TRATTORIA DI PIAZZA ROSA (E NON IN VIA DELLA SCROFA) DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” (“ALFREDO DI ROMA”) IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA

    Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo” ( e non il locale di via della scrofa aperto nel 1914, come da contratto di affitto, firmato da mio nonno, che conservo gelosamente).
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di trasferirsi in un locale in via della scrofa, ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso, andando a trovare l’amico Alfredo, dopo averlo abbracciato, gli disse “Alfré adesso famme vede che sai fa”. Alfredo dopo essersi esibito nel suo tipico “show” che lo vedeva mischiare le fettuccine fumanti con le sue posate d’oro davanti ai clienti, si avvicinò al suo amico Ettore che commentò “meno male che non hai fatto l’attore perché posto per tutti e 2 non c’era” e consigliò ad Alfredo di tappezzare le pareti del ristorante con le sue foto insieme ai clienti più famosi. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio

    1. Gentile Ines di Lelio, conosciamo la disputa relativa alla paternità della ricetta delle note “Fettucine all’Alfredo” e proprio per questo abbiamo cercato di non entrare nel merito nel post che ha letto, concentrandoci invece sul piatto che abbiamo avuto modo di assaggiare in occasione di un evento organizzato dal ristorante “Alfredo alla Scrofa”. La ringrazio per averci raccontato nei particolari l’affascinante storia della sua famiglia e del suo ristorante. Saremo liete di venire quanto prima ad assaggiare le vostre fettuccine per poi scriverne sul nostro blog.

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