Materie prime eccellenti e creatività stellata a Roma da “Secondo tradizione”

Ottime materie prime e la regia sapiente di uno chef bistellato. Questa la formula rinnovata di “Secondo tradizione”, bistrot raffinato che unisce i prodotti di altissima qualità della storica gastronomia di via Cipro (La tradizione, appunto) con l’esperienza di Francesco di Lorenzo, braccio destro di Anthony Genovese chef  al Pagliaccio di Roma.
Un connubio che non può che rivelarsi vincente poiché coniuga tradizione e creatività, banco e cucina, come si legge nell’insegna. Il team è già di per sé una garanzia: accanto a Stefano Lobina e Francesco Praticò della rinomata gastronomia si uniscono i due giovani cuochi Piero Drago e Jacopo Ricci.
L’intento di questo locale lo si intuisce da subito, non appena si varca la soglia. Davanti a noi un banco con cucina a vista e una vetrina con ogni prelibatezza fra salumi e formaggi: Jamon de bellota, Salame umbro maiali bradi, Capocollo della Val Nerina, Pecorino bottaio, Campa…vallo (caciocchiato irpino), Gorgonzola affinato alle vinacce per fare qualche esempio.


Per la cucina invece parlano le lavagne che decorano i muri, con due proposte di menù: uno che segue le ricette classiche della tradizione, perlopiù romana, e l’altro, più creativo, secondo la stagionalità dei prodotti freschi e l’estro dello chef che, almeno una volta a settimana, presenta dei nuovi piatti.  L’ambiente è curato, piacevole e semplice, ma ciò che più colpisce è la passione che passa essenzialmente per la conoscenza e il rispetto dell’ottima qualità delle materie prime. I cuochi, i ragazzi del banco e il personale di sala sono gentili e preparatissimi: amano i loro prodotti e lo si intuisce dallo sguardo che si illumina non appena ne iniziano a parlare. Ed è questo che dà al bistrot quel “qualcosa in più” che raramente si trova quando ci si siede a tavola in un locale, ciò che rende una cena un’esperienza da raccontare.

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Ma veniamo ai piatti. Fra quelli proposti per presentare la nuova formula di “Secondo tradizione” ho apprezzato particolarmente la guancia di vitello brasat a(tanto tenera da non richiedere l’uso del coltello), accompagnata da una purea di patate alla vaniglia che dà al piatto un’armonia non banale, oltre all’azzeccatissima lattuga arrosto che ripuliva il palato dopo questa esplosione di gusto. La creatività dello chef si è espressa anche con un dessert straordinario: una granita di caprino con lamponi e miglio croccante e caramellato, un dolce-non dolce equilibrato e sorprendente con una commistione di sapori e consistenze molto appagante e senza appesantire il fine pasto.

Questi i piatti che abbiamo assaggiato:

Fritto alla romana

Fritto alla romana

Manzo, bagna cauda, alici e puntarelle

Manzo, bagna cauda, alici e puntarelle

 

Cannelloni di cotechino, stracchino e cavolo nero

Cannelloni di cotechino, stracchino e cavolo nero

Guancia di vitello, patate e vaniglia, lattuga arrosto

Guancia di vitello, patate e vaniglia, lattuga arrosto

 

SECONDO TRADIZIONE
Via Rialto, 39 – Roma
(+39) 06 39734757
latradizione@latradizione.it

“Senza tradizione, l’arte è un gregge di pecore senza pastore”.  – Winston Churchill

ENGLISH VERSION
Excellent raw materials and the wise direction of a two Michelin star chef. This is the new formula of “Secondo Tradizione”, tasteful bistrot that combines the highest quality products of the historical delicatessen in via Cipro in Rome,“Thetradition” in fact, with the experience of Francesco di Lorenzo, right-hand man of sous chef Anthony Genovese of “Il Pagliaccio” in Rome.
A combination that can only be successful as a combination of tradition and creativity, “stand and kitchen”, as the signboard tell us. The team is already an assurance: Stefano Lobina and Francesco Praticò of the famous delicatessen unite the two young chefs Piero Drago and Jacopo Ricci.
The purpose of this restaurant is in the entry threshold. In front of us a standwith a kitchen with every delicacy of cured meats and cheeses like Jamon de bellota, Umbrian salami, Capocollo from Val Nerina, Pecorino, Campa … vallo (Caciocchiato from Irpinia), Gorgonzola matured on marc.
The blackboards that decorate the walls speak about the kitchen with two menu: one that follows the classic traditional recipes, mostly Roman, and the other, more creative, according to seasonality of fresh products and the creativity of the chef that, one a week, presents some new dishes.
The atmosphere is cute, pleasant and simple, but I was especially struck by the passion for knowledge and respect for the excellent quality of raw materials. The cooks, the boys of the desk and the wait staff are friendly and highly trained: they love their products and it can be intuited from the glance that lights up as soon as they start talking. And that’s what gives “something special” to the bistrot that is rarely found when you sit at the table in a place and what makes a dining experience right to tell.
About the dishes I especially enjoyed the braised veal cheek, with vanilla mashed potatoes which gives to the dish a harmony not banal with aroasted lettuce that cleaning the palate aftert his explosion of flavor. The chef’s creativity is also expressed with an extraordinary dessert: a granita goat with raspberries and crunchy and caramelized millet, balanced and surprisingly sweet with a mixture of flavors and textures very fulfilling and without burdening the end of the meal.

SECONDO TRADIZIONE
Via Rialto, 39 – Rome
(+39) 06 39734757
latradizione@latradizione.it

“Withouttradition, art is a flock of sheepwithout a shepherd”. – Winston Churchill

2 commenti

  1. Una delizia!! Se vado a Roma è da andare. Un abbraccio

    1. Sì, è da provare! Anche per un “semplice” aperitivo al banco: ci sono davvero delle “chicche”.

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