“Il pranzo di Mosè” raccontato da Simonetta Agnello Hornby

Mi sono innamorata del suo primo libro La Mennulara e non l’ho più abbandonata! Simonetta Agnello Hornby è una delle mie autrici preferite e ieri ho avuto l’occasione di incontrala, e ascoltarla, a Roma. Con “Il pranzo di Mosè” apre le porte della casa di Mosè, la tenuta dove da cinque generazioni la famiglia materna trascorre le vacanze estive. Protagonista, insieme a lei, la sorella Chiara, “il suo alter ego”. La cosa curiosa è che questo libro nasce dopo aver girato un programma televisivo, attualmente in onda su Real Time, che descrive sei occasioni di convivio nella Mosè di oggi. In ogni episodio le sorelle narrano storie, aneddoti e ricette antiche che vengono cucinate per un vero e proprio pranzo con ospiti sempre diversi.

20141129124928990Simonetta si racconta in un intercalare di italiano perfetto e siciliano – bellissima musicalità – malgrado sia andata via dalla Sicilia da moltissimi anni. Molte le curiosità: l’emozionante partecipazione dei vari famigliari e dei contadini alle riprese, il cugino Silvano che inventa la frase “Ci andiamo sentendo”, la sua difficoltà a dover ripetere le scene molte volte, il perché della scelta della foto della copertina del libro – la mamma Elena all’età di 14 anni, vanitosa e bellissima in sottoveste e velo. Infine la sua idea di cucina: l’importanza di “godere e divertirsi mentre si mangia”, l’armonia di un pranzo – “non necessariamente raffinato o bon ton, ma buono e armonico” – la ricerca del “cibo semplice”, di cui “si riesce ad identificare sapore ed origine”, il bello del “cucinare tutti insieme, come una volta” e “il miracolo del cucinare, dove tutto si trasforma”.

Il pranzo di Mosè, Simonetta Agnello Hornby - coverSpesso rievoca la straordinaria figura della mamma e della zia Teresa, perfette padrone di casa, regine dell’ospitalità: “l’ospite doveva sempre sentirsi a suo agio. L’ospitalità era, all’interno della famiglia allargata, la particolarità di Mosè.”. Lei è diventata signora dell’ospitalità: ama ricevere, far felici le persone e lasciare sempre un ricordo, un regalo di commiato ai suoi ospiti, per conservare un ricordo, un emozione.

Non potevano mancare i ricordi della nonna Maria e il suo libro di cucina, la “Bibbia” – ne fece 4 copie per le figlie – dove venivano annotati solo gli ingredienti, “una fonte molto economica di parole, perché che si sapesse cucinare era scontato”.

Nella sua semplicità, Simonetta è determinata e precisa, solare ed energica, “ama molto scrivere”, raccontare e vivere il “libro intensamente come se fosse realtà”.

20141129130817123In attesa del 2016, data in cui uscirà il suo prossimo libro sulla nonna Maria, non ci resta che immergersi in questo manuale di arte del ricevere costruito sulle tradizioni, i ricordi e la storia della famiglia Agnello.

“L’occhio deve godere a tavola” – Simonetta Agnello Hornby

ENGLISH VERSION

I fell in love with her first book La Mennulara” and I have never abandoned her! Simonetta Agnello Hornby is one of my favorite authors: yesterday I had the opportunity to meet and listen her in Rome. “Il pranzo di Mosè” opens the doors of the house of Mosè, where they spend their summer holidays. The protagonists of the book are Simonetta and her sister, Chiara, her alter ego”. The curious thing is that this book was born after filming a television program, on air on Real Time, six banquet occasions in Moses’ house today. In each episode, the sisters tell stories, anecdotes and ancient recipes that they cooked for a real lunch with different guests. Simonetta tells about it in a perfect Italian and Sicilian. Many curiosities I this meeting: the smart participation of the various families and peasants in the shooting, the cousin Silvano who invented the phrase “Ci andiamo sentendo”, her difficulty to repeat the scenes many times, the choice of the picture of the cover book – the photo of their mother Elena 14 years old. This is her idea of cooking: the importance of enjoy and have fun while you eat”, the harmony of a meal, not necessarily sophisticated or bon ton, but good and balanced”, the search for simple food”, of which you can identify flavor and origin “, the beauty to “cook all together, as once. The miracle of cooking, where everything is transformed “.
She evokes the extraordinary figure of her mother and her aunt Teresa, perfect host, queens of hospitality: “the guest should always feel good. The hospitality was the particularity of Moses. “. Simonetta becomes a Lady of hospitality: she loves to have people and always leave a present, a gift to her guests, to preserve a memory, an emotion.
We could not miss the memory of her grandmother Maria and her cookbook, the “Bible“, the untouchable – she made four copies of it for her daughters – where the ingredients are noted but “it is very poor of words, because you are to be able to cook”.
In her simplicity, Simonetta is determined, precise and energetic. She loves to write”, tell and live the book intensely as if it were an image.”

Waiting for the 2016, when her next book about Grandma Maria will come out, we have to read this manual built on the traditions, memories and history of her family.
The eye must enjoy at the table” – Simonetta Agnello Hornby

5 commenti

  1. con la lettura dei suoi libri torni indietro nel tempo, alle cose semplici e genuine

    1. si rivivono i valori dimenticati, i modi e lo scandire della giornate, un altro tempo, dove tutto andava lentamente…

      1. verissimo. Di quei tempi io ho un po’ di nostalgia

  2. Anche a me piace moltissimo! Sto leggendo La mia Londra… ciao
    Ostriche

    1. Londra vista e vissuta da una siciliana….. una città che adora e sente sua! bellissimo anche questo!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: