La Locanda Aquilana da Lincosta, la ripresa dopo terremoto dell Aquila

Ieri sono tornata all’Aquila, in una giornata particolare, un giorno triste e indimenticabile per gli aquilani, il 6 aprile. Ogni volta scopro “pezzi nuovi”: vie disabitate, case abbandonate, puntelli per porte e finestre, intrecci d’impalcature che oscurano il cielo, strade chiuse, elettrodomestici ingabbiati per la strada, pezzi di vita abbandonati. In un silenzio assordante di giorno e di notte – salvo le ronde notturne delle camionette dei militari – c’è chi la città non l’abbandona, chi ha deciso di restare.

La Locanda Aquilana da Lincosta, Ristorante e camere con orto urbano, si trova , in via Antonelli 6, pieno centro storico, dove non c’è nulla e nessuno vi abita più, tranne la famiglia di Romina Muzi, cuoca e titolare della suddetta locanda.

Con Romina e Gianluca, il marito che dà una mano in sala, parliamo di quella terribile notte, quando, nonostante il loro immobile sia rimasto in piedi, hanno dovuto lasciare tutto e “rifugiarsi” dal fratello. Anche lei ha cercato lavoro altrove, ma il suo spirito da guerriera e la sua determinazione hanno preso il sopravvento ed ha deciso di ricominciare. Solo nel 2012 ha riaperto e vinto la sua battaglia “contro” chi le sconsigliava di cominciare nuovamente lì. Si è messa in prima linea, ha fatto riaprire la strada, allacciare il gas, la luce e l’acqua, chiamato i muratori, si è rivolta alle istituzioni per sollecitare informazioni e poter lavorare.

La sua è una cucina della tradizione abruzzese con contaminazioni romane. I suoi maestri sono stati i suoi genitori, ex titolari di un loro ristorante, dove lei, dai 9 mesi di vita ha vissuto e imparato il mestiere osservando, aiutando, sperimentando. La sua cucina è tutta espressa, la pasta e i dolci sono fatti in casa – con il supporto del giovane figlio Federico, appassionato di pasticceria – le verdure, se può, le coltiva sul suo terrazzo. I suoi piatti nascono dalla passione per la cucina, dall’energia che ha, dalla volontà di riuscire e fare, dal coraggio di osare, dal voler far stare bene i suoi ospiti, dal non risparmiarsi mai, dall’avere una bella famiglia che la sostiene.

“E’ normale  che esiste la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnato dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventi un ostacolo che impedisce di andare avanti” –  Paolo Borsellino

ENGLISH VERSION

Yesterday I returned to L’Aquila, in a particular day, a sad and memorable day for the people who lived at L’ Aquila, it’s April 6th . Every time I discover “new things” uninhabited streets, abandoned houses, blue sky obscured by plots of scaffolding, closed roads, electrical appliances in cages on the street, pieces of life abandoned. In a deafening silence during the day and at night – except for night patrols of military trucks – there are those who does not abandon the city , those who have decided to stay.
La Locanda Aquilana da Lincosta, restaurant and rooms with urban garden, is located in 6 Antonelli Street in the historic center, where there is nothing and no one lives there anymore, except the family of Romina Muzi, chef and owner of the inn above.
With Romina and Gianluca, her husband, we talk about that terrible night, when, in spite of their standing property, they had to leave everything and escape to her brother house. She also sought employment elsewhere, but his warrior spirit and determination have taken over and decided to start again. Only in 2012 she has reopened and won the battle “against” those who discouraged to start here. She put herself in the forefront, reopen the road, connecting the gas, electricity and water, called the masons, she has asked to the institutions to have information to be able to work.

 

She has a traditional Abruzzo cuisine with Roman influences. Her teachers were her parents, holders of their restaurant, where she at aged 9 months lived and learned her trade by observing, helping, experimenting . Her kitchen is all expressed, pasta and desserts are homemade – with the support of the young son Frederick, passionate pastry – vegetables, if she can, are cultivate on her terrace. Her dishes are born from the passion for cooking, from the energy that she has, from the will to succeed and do, from the courage to dare, from to feel good her guests, from having a beautiful family that support her.
“It’s normal that there is fear, in every man, the important thing is that it is accompanied by courage. Do not be overwhelmed by fear, otherwise it becomes an obstacle to moving forward. “ – Paolo Borsellino

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