Grado Plato, “l’unità di misura” della buona birra artigianale italiana

20130911190309719La storia della birra artigianale Grado Plato, oggi di fama internazionale, inizia negli anni ’90 quando Sergio, ex impiegato, attuale titolare, è incuriosito dal suo vicino di casa che si produce la birra in un “bauletto”.

Anche lui inizia a sperimentare, talvolta utilizzando la vasca da bagno di casa, studiando, cercando notizie, viaggiando, fino ad ottenere un buon prodotto da condividere con gli amici.

Mi racconta che il suo “non sapere”, unito alla mancanza di tradizione nella produzione di birra in Italia, gli permette di riuscire a trovare la strada giusta perché non “aveva influenze o schemi mentali precisi”. Parte dal metodo tedesco, utilizzando malto, acqua, luppolo e lievito, senza alcuna aromatizzazione. La sua naturale voglia di sperimentare, di ricerca e di buona manualità, lo portano ad avere il primo” birrificio” presso la piazza dei mestieri a Torino.

Da qui il passo è breve.

Apre il suo brewpub “Grado Plato” nel 2003, a Chieri (To), per produrre e vendere esclusivamente per il consumo del locale.

Con l’aumento delle tipologie di birra e l’ esigenza del consumatore di trovarla in bottiglia, nel 2008 si trova costretto a trasferirsi in uno spazio più grande, a Montaldo Torinese, trasferendo l’impianto e potenziando le capacità di stoccaggio.

Oggi producono dieci birre diverse, di cui solo una stagionale, la KuKumerla, diversificando le materie prime – per esempio, castagne, carrube, avena, miele, cacao – esportando all’estero – Stati Uniti, Olanda, Svizzera e Giappone – e ricevendo una serie di premi internazionali.

Malgrado i successi ottenuti nel mondo Sergio è rimasto quello di sempre, curioso e discreto, alla ricerca di nuove ispirazioni ed ingredienti, con i suoi esperimenti in cucina – abbinamenti e preparazioni con la birra – e con la felice rivelazione che “la birra non è altro che l’estensione del birraio”.

La birra è la prova che Dio ci ama e vuole che siamo felici” – Benjamin Franklin

ENGLISH VERSION

20130911190309719The history of Grado Plato craftbeer, internationally known, began in the 90s when Sergio, the owner, is intrigued by his neighbor who produces beer in a “trunk”.

He began to experiment – sometimes using the bath house – investigating, looking for news, traveling until he get a good product to share with friends.

He tells me that his “do not know”, combined with the lack of tradition in the beer production in Italy, allows him to be able to find the right way because he “had not influences or specific thought patterns”. He starts with German method, using malt, water, hops and yeast, without any flavoring. His natural desire to experiment, to research and his good manual, led him to be the first “brewery” at Piazza dei mestieri in Turin .

From here the step is short .

He opens his brewpub “Grado Plato” in 2003, in Chieri (To), Italy, to produce and sell exclusively for local consumer.

With the increase in the types of beer and with the “need for the consumer to find it in the bottle”, in 2008, he is forced to move to a larger space, in Montaldo Torinese, transferring the system and enhancing the storage capacity.

Today they produce ten different craftbeers, of which only in one season, the KuKumerla, diversifying raw materials – for example chestnuts, carob, oats, honey, cocoa – exporting abroad – the United States, the Netherlands, Switzerland and Japan – and receiving a series of international awards.

Despite the successes in the world Sergio is always the same, curious and discreet, looking for new inspirations and ingredients, with his experiments in the kitchen – combinations and recipes with beer – and his happy revelation that ” beer is not more than an extension of the brewer “.

“Beer is proof that God loves us and want us to be happy” – Benjamin Franklin

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