Giuseppe Iannotti, un ingegnere con la “stella” per la cucina

Ho spesso incontrato Giuseppe Iannotti ad eventi o manifestazioni gastronomiche. La prima volta che ci siamo conosciuti è stato grazie a Manuel Lombardi, con cui abbiamo trascorso una piacevole serata. Sin da quel momento mi ha stupito il suo modo di essere, come si muove in cucina e lavora la materia prima. E un giorno sono andata a casa sua.

Giuseppe ha costruito il suo meraviglioso regno nel beneventano, a Telese Terme. E’ qui che lavora, nel suo straordinario ristorante Kresios, aperto a tutte le ore, servizio di bistrot e un negozio di altissima qualità, con una cantina incredibile e splendide camere per soggiornare.

E’ immerso nella natura selvaggia, con l’orto, gli alberi da frutta, le viti, gli ulivi e gli animali da cortile. Il silenzio che lo circonda è prezioso. La cura dei particolari notevole. L’arte dell’ accoglienza regna sovrana: garbata, gentile, piacevole, rilassante, golosa, vera, personalizzata.

In cucina Giuseppe è un autodidatta. Impara quando viaggia, mangia e osserva il mondo. E’ un ragazzo di cultura: gli mancano quattro esami per diventare ingegnere informatico. In realtà lo è già nel suo approccio al cibo e diventa palese quando parla della ricerca, nei suoi piatti,   “di numeri ed attributi” e non di ingredienti: il suo scopo è dare il maggior numero possibile di sensazioni ed emozioni attraverso il cibo. Lo contraddistingue un lavoro di contrasti e sottrazione.

Le sue fonti di ispirazioni non hanno limiti, sono infinite, come l’insieme di punti di una linea retta. Giuseppe è sempre alla ricerca di un identità. Osserva, esamina, scruta, ascolta,studia, impara, cambia, accoglie, sente, sperimenta, rischia.

Il suo è una approccio ingegneristico alla cucina, è un artigiano che ricorrere alla chimica per arrivare al piatto, malgrado non ami la ripetitività delle azioni.

Giuseppe è soprattutto passione. Lui che cucina dall’età di sei anni, che non teme la fatica, sempre con il sorriso, mai sopra le righe, generoso e autentico, temerario ed audace. E’ esemplare la sua dedizione al cliente, il voler far vivere qualcosa di forte, diverso, unico e speciale attraverso un gusto, un piatto, un prodotto.

La sua cucina è come lui: esplorazione, movimento, evoluzione, emozione. Nella sua frase sibillina “chi dice che è arrivato è morto” c’è tutta la saggezza ed energia che lo contraddistingue, perché “il traguardo di oggi è solo un punto di partenza per il prossimo obiettivo di domani”.

L’alta cucina non è una cosa per i pavidi: bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero: chiunque può cucinare, ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.” – Gusteau dal cartoon Ratatouille

ENGLISH VERSION

I met Joseph Iannotti during gastronomic events. The first time we met, it was thanks to Manuel Lombardi, with whom we spent a pleasant evening. Since that moment I was amazed by himself, his cooking and working the raw material.

And so one day I went to him.

Joseph has a wonderful kingdom in Benevento shire, Telese Terme city: Kresios, a wonderfull restaurant, always open, with an amazing cellar and some beautiful rooms to stay, service bistrot and a shop of extra quality. It’s surrounded by nature, with a vegetable garden, fruit trees, grape vines, olive trees and farm animals. The silence that I find is valuable. The attention to detail excellent. The hospitality reigns supreme, it’s gentle, kind, pleasant, relaxing, delicious, real, personalized.

Joseph is a self-taught chef. He learns traveling, eating and observing the world. He’s missing four exams to become a computer engineer. This becomes obvious when he talks about the research of “of numbers and attributes” in his food: he gives to you the greatest possible number of sensations and emotions through food. His work is made by contrasts and subtraction.

His sources of inspiration are limitless and endless.

Joseph is always looking for an identity. He looks for, examines, listen, learn, changes, receives, feel, experiences, risks

He has an engineering approach to the kitchen, is a craftsman who use the chemical to get to the plate, but he doesn’t like the repetitiveness.

Joseph is passion. He starts to cook when he was six, he is not afraid of hard work, he is always smiling, he’s never over the top, he’s generous and authentic. He has a total dedication to the customers, he wants they live something strong, different, unique and special by a taste, a plate, a product.

His cuisine is like him: exploration, movement evolution, emotion.

In his cryptic phrase “who says it’s arriving, it is dead” there is all the wisdom and energy that sets him, because” the goal of today is only a starting point for the next target of tomorrow.”

“The high cooking is not for the timid: you have to have imagination, be brave, groped the impossible and not let anyone set limits just because you are what you are, your unique limit is your heart. What I always say is true: anyone can cook but only the fearless can become great.” – Gusteau from Ratatouille cartoon

Un commento

  1. […] giorno chiaccherando con Giuseppe Iannotti, chef stellato campano, mi disse:”Come? Non sei mai stata da Christian a Pinerolo? Tu devi […]

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