Mugnai da tre generazioni: le pietre naturali del Mulino Marino

20130909190111778Meravigliosa terra di Langa! In uno splendido giorno di settembre, con il cielo terso ed azzurro, la temperatura ancora estiva, arrivo presso un piccolo e grazioso paese, Cossano Belbo, alla ricerca di un mulino “storico”, con un amico e accopagnatore d’eccezione Patrick Ricci.

Il Mulino Marino si “apre” con un cortile con al centro una pietra ed intorno un vecchio albero di pere, fiori e piante di ortaggi. A sinistra i silos, la struttura per le varie lavorazioni ed il magazzino, a destra la casa dove abitano. Da subito si respira aria di famiglia. Qui lavorano ancora tutti, dal nonno Felice di 92 anni, ai figli Flavio e Ferdinando e i tre nipoti Fausto, Fulvio e Federico. Hanno ruoli precisi ma anche interscambiabili, con una caratteristica comune: un bel sorriso aperto e un antica ospitalità.

Con Fausto mi sbizzarrisco su l’enkir, questo incredibile cereale antico selvatico con un alto contenuto proteico, di cui mi aveva parlato Gabriele Bonci e con cui stavo realizzando biscotti e frolle. Ci raggiunge Fulvio ed andiamo a prendere un caffè, con la moka, nella vecchia cucina.

E poi inizia il tour. La “visione” delle pietre naturali, larghe pietre circolari francesi, che devono essere martellate (e non si deve imparare a farlo, oltre ad avere una certa predisposizione) per avere il giusto grado di ruvidità al centro e l’adeguata levigatura verso l’esterno, a seconda del cereale da macinare.

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Parliamo di cereali antichi, non alterati geneticamente e di coltivazioni biologiche. Di farine non raffinate, genuine, nutrienti perché ricche di germe e di fibra. Di esperienza tramandata, di conoscenza, di valorizzazione del territorio, di soddisfazione delle scelte, di futuro.

Passiamo alla visita del mulino a cilindri, dove macinano solo grano tenero per le farine “0”, “00” e manitoba. Poi mi fanno vedere i pannelli solari, per produrre energia ed essere eco sostenibili.

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Mi perdo tra i profumi inebrianti delle farine, nei colori dei diversi grani, tra gli affascinanti racconti e gli aneddoti curiosi. Durante la giornata incontro quasi tutti i Marino’s, ognuno che interrompe il proprio lavoro per salutare e fare due chiacchere. Al momento di andare via ho un’incredibile sensazione di benessere e serenità, come se per un giorno anche io fossi diventata parte della bellissima famiglia Marino, che mi ha trasmesso la passione e l’entusiasmo per ciò che fanno.

La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane” – Pablo Neruda

ENGLISH VERSION

Wonderful Langa shire! In a beautiful September day, with the sky clear and blue, still hot, arriving in a small, pretty village, Cossano Belbo, in search of a “historic” mill. With a my friend and “guide” Patrick Ricci.

Marino’s mill has a courtyard with a stone in the center and an old pear tree, flowers and vegetable plants around it. To the left you can see the silos, the structure for various processes and the warehouse, on the right the house where they live. All of them are still working, the grandfather Felice of 92 years, his boys Flavio and Ferdinando, the three grandchildren Fausto, Fulvio and Federico. They have specific roles but also interchangeable, with a common feature: a nice smile and a traditional hospitality.

With Fausto I speak a lot about Enkir, this incredible ancient wild grain with a high protein content, of which I had spoken with Gabriele Bonci and whom I was making cookies and shortbread. Fulvio reaches us and go to get a coffee in the old kitchen. Then we begin the tour. We start with the “vision” of the natural stones, a large circular French stones, which must be hammered out (and you should learn how to do it as well as having a predisposition) to have the right degree of roughness in the center and towards the proper sanding external, depending on the grist.

We were talking about ancient cereal grains, not genetically altered and organic farms. About unrefined flour, genuine, rich because full of germ and fiber. About experience transmitted, knowledge, to promote the area, to the satisfaction of choices for the future.

Moving on to the visit of the roller mill, where only grind wheat for flour “0”, “00” and Manitoba. Then I see solar panels to produce energy and be environmentally sustainable.

I lose myself in the heady scents of the meal, in the colors of the different grains, including the fascinating stories and curious anecdotes. During the day, meeting almost all of the Marinos’, anyone who interrupts his work to say hello and have a chat.

When I go away, I had an incredible feeling of comfort and serenity, as if in one day I had become part of the beautiful Marino’s, who gave me the passion and enthusiasm for what they do.

Poetry is an act of peace. Peace is the poet as bread flour ” – Pablo Neruda

2 commenti

  1. Questo mi piace proprio tanto!!!

    1. grazie Mary…. Allora quando vieni a torino ti porto….. 😉

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