Grigoris: una pizza “con gli occhi di tigre”

L’ empatia con Ruggero Ravagnan, detto Lello, è nata fin da subito. Sarà anche perché abbiamo scoperto di avere condiviso una passione sportiva che, per entrambi, è stata scuola di vita. Lello è un ex pallavolista di serie A1. Ha dovuto smettere per una serie di vicissitudini ed così ha deciso di aprire un suo locale, mettendoci la volontà e la determinazione che ha imparato in questo sport. La pizzeria Grigoris, a Mestre, è sempre piena perché rispecchia la sua idea vincente di usare l’alta qualità nella scelta delle materie prime.

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Lello è un entusiasta. Mette passione in ciò che fa, si diverte fuori e dentro il suo lavoro, quando va alla ricerca di nuovi prodotti di eccellenza e quando deve accogliere la sua clientela.

Tre anni fa ha vissuto un momento di impasse professionale: stanchezza accumulata e un po’ di noia. Era necessario un cambiamento. L’incontro con Simone Padoan, come era stato anche per Marzia Buzzanca, gli ha fatto capire che la pizza poteva essere una cosa diversa.

Inizia a lavorare con il lievito madre, a fare la biga, ad usare farine macinate a pietra, a “scoprire” i Presidi Slow Food e selezionare i migliori produttori di materie prime.

La sua pizza è leggera, fragrante, con una bella crosta croccante, un impasto profumato, una cottura perfetta e un menù curioso e stuzzicante.

Anche i suoi dolci sono degni di nota, una gioia per gli occhi ed un vero godimento per i golosi come me, anche grazie alla sua compagna Pina Toscani, allieva di Corrado Assenza.

Il locale è colorato, solare, accogliente, cool, metropolitano, un luogo che “potresti trovare ovunque nel mondo”. Pur essendo grande, con un meraviglioso giardino esterno, i tavoli sono ben disposti, i dettagli curati (fanno loro anche il pane e i grissini), tanti sono i particolari ricercati: la musica di arti-sti internazionali ancora sconosciuti in filo diffusione, l’esposizione delle selezionatissime birre artigianali che “aiutano” ad arredare, il lampadario fatto con cartoni colorati, i quadri, i disegni, l’insegna.

Andare da Lello significa vivere un emozione, essere coccolati dal team di sala, preparato e sorridente, sentirsi parte della sua visione, della sua energia speciale, del suo lavoro, del suo impegno per farti sentire n bene. In una metafora, se il cibo è il primo attore, il locale la location giusta, il menù una buona sceneggiatura, Lello un abile regista, Pina un buon aiuto ed il personale di sala, i pizzaioli e chi guarnisce i co protagonisti, “Grigoris” potrebbe vincere un Oscar!

“Nei miei giocatori voglio vedere gli  occhi di tigre, non quelli di mucca”  – Julio Velasco 1997

ENGLISH VERSION

Empathy between me and Roger Ravagnan, called Lello, was immediately born. It will be because we had a shared passion for a sport that, for both, was school of life. Lello is a former volleyball player of the A1 series. He had to stop to play volley for a series of events and he decided to open his own place, putting his will and determination that he has learned in this sport. The  Grigoris pizzeria, in Mestre, is always full because it reflects his winning idea to use high quality in the choice of raw materials.

Lello is an enthusiastic. He puts passion in what he does, for him job is a “Joke”, when he’s looking for new excellence products and when he has to accommodate its customers.

Three years ago he experienced a moment of professional impasse: tiredness and a bit of boredom. A change was needed. The meeting with Simone Padoan, such as Marzia Buzzanca, open his eyes and he realize that the pizza could be a different thing.

He began working with yeast, to make the chariot, to use stone ground flour, to ” discover ” the Slow Food Presidia and select the best producers of raw materials.

His pizza is light, fragrant, with a nice crispy crust, a fragrant dough, perfectly cooked and a curious and tasty menu.

His desserts are worthy of note, a feast for the eyes and a real enjoyment for the greedy like me , thanks to his partner Pina Toscani, a student of the pastry Conrad Assenza.

The restaurant is colorful, sunny, warm, cool, metropolitan, a place that ” you could find anywhere in the world.” Although it is big, with a wonderful garden, the tables are well laid out, with accurate and many details (they do also the bread and breadsticks): Piped music by unknown artists, selected beers craft firms that ” help ” to decorate the local, the chandelier made with colorful cartons, paintings, drawings, the signboard .

Go to Lello’s means to live an emotion, be pampered by the team who work with him, prepared and smiling, means to feel a part of his vision, his energy special, his work, his commitment to making you feel good. In a metaphor, if the food is the first actor, the local the right location, the menu a good script, Lello a skilled director, Pina a good help and the dining room staff, pizza makers and who garnishes the co protagonists, ” Grigoris “could win an Oscar!

In my players I want to see the eyes of a tiger, not those of cow” – Julio Velasco 1997

2 commenti

    1. grazie…. Baci

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