Giorgio Avola, un uomo tra i suoi ulivi

Dopo aver attraversato la splendida campagna che porta da Noto a Modica, si arriva a Frigintini, dove Giorgio Avola e la moglie Concetta mi accolgono in casa loro con un sorriso ed un caffè, per “scaldare i motori”.

Ci sediamo nel suo ufficio e inizia a raccontare la sua vita, lui che ha fatto cinque mestieri diversi, che ha creduto nella sua terra, negli ulivi e nella sua invenzione su come e quando si fa l’olio.

Da bambino gli hanno insegnato che le olive dovevano essere raccolte dopo i morti, il due novembre, quando non sono ancora nere, ma lui ha scoperto che se raccolte prima sono molto più buone.

E così ha provato a fare il suo olio, raccogliendo le olive a fine settembre e portandole giornalmente al frantoio, non usando più i sacchi di juta che scaldano e non fanno ben respirare il prodotto, ma utilizzando cassette riempite di soli 15 kg di olive, invece dei 22 iniziali.

Ogni azione, procedimento e sviluppo viene sempre schedato e catalogato: la precisioni è un elemento essenziale per ottenere  la qualità ambita da Giorgio.

La raccolta dura circa un mese, fatta a mano con i rastrelli e con una macchina che non rovina le piante ne causa ematomi.

Il lavoro comincia alle 7 del mattino fino alle ore 16 di ogni giorno del mese.  Giorgio va personalmente e quotidianamente a fare la frangitura e la molitura presso il frantoio di Giorgio Ruta, biologico, che, a settembre,  lavora esclusivamente per lui.

La sua è una azienda agricola, biologica, che fa un olio senza contaminazioni, con i figli e la moglie che lo seguono e l’aiutano, dalla raccolta al controllo nei suoi silos di acciaio, dall’  imbottigliamento alla preparazione dei pacchi per le spedizioni.

Il suo olio è fatto dalle varietà locali di olive “Moresca”, fruttato-delicato, dal sapore dolce che sa leggermente di carciofo e la “Verdese” un fruttato intenso dal colore smeraldo, amaro e un po’ piccante.

Sulle colline le coltivazioni di ulivi, insieme a piante di carrube e mandorli, creano viali di terra, tra gli alberi con i  fiori e altri a riposo.

Giorgio si muove nel suo “giardino”, parla e narra delle vicissitudine della sua vita, i tanti lavori fatti, dalla raccolta e trasporto delle uova in enormi ceste di paglia, in bicicletta da un paese all’altro, alla forza e alla determinazione nel volere “possedere” la terra, alla volontà di lavorare per fare un prodotto strepitoso.

Gli brillano gli occhi quando parla, le sue mani rivelano la sua vita, trasmette la passione per ciò che fa. La sua più grande soddisfazione è dare un ottimo olio a chi lo sa apprezzare,  si stupisce sempre di ciò che può fare e riesce a comunicare e lasciare a bocca aperta i suoi visitatori.

Gran belle persone i signori Avola, sincere, vive, che non temono il lavoro e la fatica, ti fanno sentire da subito parte della loro straordinaria famiglia.

L’ olio Furgentini è eccellente, profumatissimo, gustoso, saporito e stuzzicante, un olio fatto con amore, voluto e cercato.

Non solo canta il vino anche l’olio canta vive in noi con la sua luce matura e fra i beni della terra faccio mia, o Olio, la tua inesauribile pace, la tua essenza verde, il tuo ricolmo tesoro che discende dalle sorgenti dell’olivo.” – Pablo Neruda

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