Le strade della mozzarella: the day after.

20130506_112951Paestum, Campania, Cilento, mare, storia e tanto verde, giro d’Italia che passa, location strepitosa, consorzi da tutta Italia, aziende del territorio, chef stellati e non, giovani promesse, giornalisti e curiosi, ma un unica grande protagonista: la mozzarella di Bufala.

Le strade della mozzarella nascono da un idea di Albert Sapere e Barbara Guerra, che lavorano, organizzano, si muovono, non ci dormono la notte, si inventano e coordinano questi tre giorni di luce, persone, prodotti ed energia.

Il posto è incredibile: prati, fiumi, laghetti, fiori, cascate, rane, oche e papere, vialetti, divani, il tutto con una grande sala vetrata in cui gli chef possono cucinare e gli ospiti perdersi tra il loro raccontare e il panorama mozzafiato che ci circonda.

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Si inizia nella sala vetrata, dove sfila Massimo Bottura, con il suo riso latte che richiama i gusti dell’infanzia e la sua miscela di materie prime italiane, Ciccio Sultano, che mischia pesce, pizza e bufala, Fabio Pisani del Luogo di Aimo e Nadia con il risotto arcobaleno di verdure e bufala, Francesco Sposito e il suo carciofo, Cristina Bowerman, con il suo burro di bufala fa un risotto aggiungendo sakè e anice stellato, e un caramelloso dolce, Pino Cuttaia e la falsa caprese, Antonino Cannavacciuolo, Ilario Vinciguerra e Andrea Berton, Salvatore Tassa che brucia gli ingredienti, Heinz Beck, Niko Romito e i ravioli di mozzarella, Francesco Apreda e la sua caprese liquida con brodo dashi, la mozzarella affumicata e il pomodoro datterino semi secco, Vitantonio Lombardo, Attilio Marrazzo e Gennaro Esposito, Arcangelo Dandini, Vittorio Fusari, Pasquale Torrente e Pier Giorgio Parini.

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E tanti giovani chef emergenti, con tanta voglia di sperimentare, qualcuno un po’ intimidito, ma anche coraggiosi, curiosi, entusiasti che hanno cucinato fino all’1 di notte!

E infine la pizza, semplice, buona, fragrante, di cui si parla, ci si confronta, si assaggia, si gusta.

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Ma oltre allo show cooking abbiamo anche chi ha portato i prodotti, chi cucina, chi insegna, come il Consorzio della mozzarella di bufala, il nuovo packaging e le lezioni di degustazioni, un vero percorso, una grande scoperta; l’ottima pasta del pastificio Leonessa, con la semplice pasta al pomodoro e basilico servita come spuntino serale, i delicati paccheri nella tagliata di patate e scorzette di limone di Siracusa o la gustosissima pasta fresca ripiena di bufala; il Conciato Romano di Manuel Lombardi, un gusto intenso ed invadente, ma con sono riusciti a farci un dolce ricercato e goloso; il caffè tassativamente e rispettosamente amaro di Lady Cafè, un piacere incredibile; la giardiniera e i nettari di frutta della cascina agricola Pisaroni, difficile dire quale il più buono; la dolcissima carota Novella di Ispica; il pane vero, l’olio e barattoli di friarielli, pomodoro e melanzane del mio amico Giuseppe Acciaio della Gma; i limoni Igp di Siracusa, di cui mangi tutto, buccia compresa, e cui sorbetto e gelato fatti da Corrado Assenza sono stati presi d’assalto.

E poi tutte le persone incontrate, conosciute, riviste, con cui si è riso, parlato, guardato, degustato, atteso… tre giorni intensi, pieni, in cui non si sta mai fermi, con un bel mood professionale e amichevole allo stesso tempo, un luogo incantevole e un ricordo indelebile di tutto ciò.

Mettiamo che all’una di notte mi venga voglia di mangiare una mozzarella, ma mi accorgo che e’ scaduta ieri. Se prendo un aereo e cambio fuso orario, posso ancora mangiarla?” – Fabio Fazio

Un commento

  1. tre giorni incantevoli, alla prossima lsdm!

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