Bonci è Baeckerei

20130404111654663Al numero 36 di via Trionfale, Roma,  trovi  “l’anonima” insegna PANIFICIO in grandi caratteri azzurri, ma solo se  guardi attentamente la vetrina colma di pane e dolcezze scorgi il logo di Bonci. A novembre 2012 Gabriele “è tornato” il ragazzo di 16 anni, quando, con il motorino, andava in giro per i forni della Roma by night, inseguendo il profumo del pane, solo che questa volta quello stesso aroma  esce dalla suo forno.

Accanto a lui c’è sempre il suo maestro e mentore Franco Palermo, storico panificatore romano, ed il capo pasticcere Valerio Coltellacci, oltre ad un team di collaboratori che si dividono tra il laboratorio ed il negozio.

Entri e sei accolto da un mazzo di tulipani rossi, da una vecchia impastatrice, da una fontanella di acqua potabile per chi ha sete ed un bancone di pane, pizza, torte, biscotti e lieviti di ogni tipo.

Il forno è aperto dalle 8,30 alle 21, ma ogni giorno dalle 17,30 si trova il pane caldo, fragrante e profumato, mentre il laboratorio non si ferma mai, tra produzione e sperimentazione.

Per il pane non viene usato il lievito di birra ma solo lievitazione naturale e farine biologiche macinate a pietra. Troviamo l’originale  “pane nostro”, un casereccio di farine miste e il 90% di acqua in meno, o il “girasole”, con utilizzo del kefir per la lievitazione, l’olio di girasole biologico, miele e semi di girasole, o il pane azzimo, senza lievito, che da domani diventerà anche uno snack nelle versioni cioccolato e rosmarino, miele ed orzo, prosciutto e fichi, o il pane fatto con il grano di Tumminia, un grano duro a ciclo breve perchè seminato a marzo, di antiche origini, che un tempo veniva fatto dagli “abusivi” ovvero coloro che facevano il pane la domenica quando i forni erano chiusi…  ma c’è anche il classico pane cassetta, di segale, di farro e quello senza sale o “sciapo”, come si dice a Roma, che un cliente mi ha invitato ad assaggiare perché il “è buono di tutti”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

E ancora croissant francesi ed italiani, torte la cui frolla è fatta solo con farina di farro, pain au chocolat, brioche, sfoglie con pieghe larghe in tutte le sue varianti e la loro splendida millefoglie che però fanno  solo la domenica.

Ovviamente non poteva mancare la focaccia alla romana, croccante, classica, di grano saraceno per chi vuole osare, da farcire con i salumi o la porchetta che tutti i giorni arriva da Marino, come vuole la tradizione.

Ogni volta di Gabriele mi colpisce l’energia, l’ospitalità, la presenza nelle cose che fa e nella gente con cui lavora, la curiosità che mai lo ferma, la voglia di fare meglio, di stare con le persone, di spiegare e raccontarsi, un ex  ragazzo di bottega  che non ha paura di dare.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: