Food sharing

L’inizio è stato il car sharing poi è arrivato il couch surfing, adesso c’è il food sharing, cioè la condivisione di prodotti alimentari in scadenza: tramite una piattaforma on line, il cui motto è “non far mangiare agli altri ciò che non mangeresti tu”, utilizzando un cellulare o un computer, ci si iscrive al sito pagando una piccola quota e qui si indica quali prodotti si hanno in esubero e che si vogliono proporre, segnalando la provenienza, la quantità, la tipologia e la data di scadenza (o di produzione, se i cibi sono cotti). Si può scambiare tutto ciò che è conservato come birra, caffè, cioccolato, biscotti, marmellate, frutta e verdura di stagione e a km zero, e molto altro, mentre del fresco, uova o carne per esempio, bisogna garantire la catena del freddo. Quando qualcuno è interessato crea un contatto per incontrarsi e ritirare i prodotti. Anche alcune aziende hanno iniziato a mostrare interesse per questa iniziativa, che permette di recuperare il cibo che diventerebbe spazzatura.

Il food sharing è nato da poco più di un mese e, per ora, c’è solo in alcune città tedesche, come Berlino, dove sono andata a verificare di persona come funziona: al mercato Markthalle Neun, nel quartiere Kreuzberg, hanno messo un frigo dedicato a questa iniziativa, in cui si possono lasciare e prendere i prodotti prenotati: il frigo era vuoto, malgrado fossi in un posto dove si vendevano cose buonissime da comprare e/o mangiare!

Credo che sia una bella idea da promuovere, perchè potrebbe essere un modo per evitare lo spreco di cibo e aiutare chi si occupa di recuperare e gestire il cibo in esubero.

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