Pret a diner a Berlino

Nevicava la sera del 27 gennaio a Berlino,  ma avevamo prenotato e il posto non era lontano dal nostro hotel, per cui ci siamo avviate verso la nostra meta non sapendo bene cosa aspettarci da questa cena. La location era un ex spazio industriale con alcuni alberi, all’esterno, illuminati da lampadine colorate di fiori e foglie… con la neve che scendeva lentamente era spettacolare!

Entrate ci siamo ritrovate in uno spazio suggestivo, con luci e scritte al neon, alberi e rami, una tenda da superare, una scala illuminata da una corda di lucine gialle, dovevamo solo seguire il percorso fino alla porta che abbiamo aperto senza esitare: un mondo si è aperto ai nostri occhi!

Un motorhome, oggetti ovunque e da tutto il mondo, una vecchia Land Rover, tavoli preparati con cura e delizia, fiori veri e finti, animali imbalsamati, luci al neon, musica, dee jay set posizionati nei posti più strani, un letto, cose strane come un teschio con cerchietto, una galleria d’arte, una parete con molti video, lampade e candele, candelabri di ogni sorta, luce soffusa, una cucina hi tech con uno chef e la sua brigata…. il tutto in un open space con muri di cemento e listoni di legno grezzo come pavimento! Ma cosa era tutto questo? Chi lo aveva creato? Dove eravamo capitate?

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Pret a diner è un progetto nato tre anni fa da un idea di Olivia Steele, artista: per ogni città selezionata creare, in uno spazio vuoto, un piccolo mondo fatto di cibo, musica e opere d’arte, un vero e proprio party…

Ci tengono a precisare che non è un pop up restaurant ma una “dining experience”: lo chef quella sera era il giovane tedesco Michael Kempf, una stella Michelin, che utilizza prodotti di stagione locali e spezie indiane e arabe, dando un tocco di asiatico e medio orientale ai suoi piatti, come in questa cena gustosa e ricercata, dove lo chef è veramente a portata di mano, disponibile, lo osservi mentre lavora e cura i piatti, risponde alle tue domande, si muove con leggerezza nella cucina a vista, nulla sfugge al suo sguardo attento, le portate sono perfette.

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La sensazione che rimane è di aver vissuto un’ esperienza unica dove il luogo, il cibo e l’arte sono un tutt’uno, con i loro contrasti e contraddizioni, uniti da un fil rouge invisibile ma tangibile, con la certezza che sarà sempre diverso ed unico, perchè arricchito da ciò che si porterà via da Berlino e che troverà nelle prossime tappe.

Intanto noi ci siamo prenotate per Venezia….

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